In queste ore in cui l’attacco su Gaza si è intensificato, il dolore si fa insopportabile. Vedo i bambini senza scuola, senza pane, senza acqua, costretti a vivere nell’ombra della paura. Penso alle famiglie che lasciano le loro case e i ricordi di una vita intera, e sento dentro di me un grido che non tace. Qui a Betlemme non ci sono segni di distruzione delle case o altri segni di guerra, la città è isolata, si sente molta solitudine, non ci sono pellegrini, non c’è lavoro per nessuno, chi ha potuto nei mesi corsi ha lasciato tutto consapevoli che non potranno fare ritorno nella loro terra. Ma ci sono tante persone che resistono, orgogliosi di essere nati dove è nato Gesù bambino, ed in Lui ripongono tutta la loro speranza, la forza di resistere e di restare. Ieri ho parlato con una giovane mamma di Betlemme. Le sue parole mi sono entrate nel cuore come una ferita, ma anche come una testimonianza di fede che resiste al buio: “Oh mia Betlemme… in questi giorni, con l’evacuazione di Gaza, mi sento malissimo. È un dolore che non riesco a descrivere. Penso alle famiglie costrette a lasciare le loro case, ai ricordi, alle risate dei bambini, persino a un albero piantato dal nonno quarant’anni fa che diventa impossibile abbandonare. E allora mi domando: se un giorno toccasse anche a me? Ho paura. Ma dentro di me ripeto: non lascio la mia terra. Rimango a Betlemme. Se mai dovessi andare via, lo farei come la Madonna con Giuseppe e il piccolo Gesù: con la certezza di ritornare. Betlemme oggi è triste. La città dove è nato il Bambino Gesù è vuota, senza pellegrini, con i negozi chiusi e le strade silenziose. Con le nuove politiche e la mappa E1 sembra ogni giorno più chiusa, più murata, come una nuova piccola Gaza. L’altra sera, uscendo in macchina con la mia famiglia, ho visto sempre più muri sulle montagne. Ho sentito un’angoscia profonda, e guardando i miei bambini ho pensato: che futuro vi aspetta? Con mio marito ci diciamo sempre che non vogliamo che crescano nell’odio, ma nella bellezza che Dio ha creato. Dio è amore, Dio è pace: questo sogno vogliamo custodire per loro. Eppure viviamo senza sapere cosa ci riserverà il domani. Proteggiamo l’infanzia dei nostri figli come possiamo, cercando che il dolore non entri nei loro cuori. Continuiamo a pregare. Pregare per Gaza, per chi ha perso tutto, eppure ha saputo mantenere fede, resilienza e amore. Anch’io, grazie agli studi fatti in Italia, ho conosciuto la libertà, una libertà che porto ancora nel cuore e che nessuno potrà togliermi. Oggi la mia testimonianza è questa: io scelgo la fede, scelgo la speranza, scelgo la bellezza. Voglio che i miei figli vedano il volto dell’amore di Dio e non quello del male.” Le parole di questa giovane mamma sono un grido che parte da Betlemme, da questa Terra ferita e prigioniera, e che si unisce a quello di tante madri, di tanti padri, di tanti bambini.

Ed è proprio da qui che nasce la forza più grande: la speranza che non muore. Una speranza che è più forte della paura, che non si lascia soffocare dai muri, che resiste al dolore della guerra. Una speranza che diventa preghiera, scelta quotidiana di vita, atto di fede contro ogni logica di odio. Io credo, insieme a questa mamma e a tante famiglie, che arriverà il giorno in cui le armi taceranno, in cui i muri cadranno, in cui la Terra Santa tornerà ad essere davvero terra di incontro e non di divisione. Verrà il tempo in cui i pellegrini torneranno a Betlemme e porteranno con sé la gioia della fraternità, e i bambini potranno correre liberi nei campi senza più paura. Da questa Terra prigioniera, oggi si alza un grido forte, e voglio rivolgerlo a voi che leggete: non restate indifferenti. Non dimenticate. Pregate per questa terra e per i suoi figli. Sosteneteli con il vostro cuore, con le vostre mani, con la vostra voce. Fate sentire che la bellezza, la pace e l’amore possono vincere anche l’odio più profondo. Da Betlemme, dalla città dove tutto ebbe inizio, vi giunge un messaggio di luce: il bene trionferà, la pace tornerà, e i bambini torneranno a sorridere sotto lo stesso cielo di Dio. Aiutate Betlemme a far sì che questo giorno arrivi presto.

Grazie